Il recupero della Pecora Foza


L’origine della pecora di Foza o dei Sette Comuni, conosciuta anche come Vicentina per la grande diffusione, non è certa.

In epoche passate, nell’area attualmente considerata come la culla di origine della razza (Altopiano di Asiago e in particolare il comune di Foza), vi furono contatti con greggi di pecore di razza Lamon, provenienti dall’omonimo comune bellunese o da Castel Tesino (Tn), che nel periodo estivo utilizzavano i pascoli alti dell’Altopiano (in particolare quelli della piana di Marcesina).


Nel 1763 gli ovini di razza Foza arrivavano a oltre 200.000 capi, mentre dopo due secoli nel 1953 la razza contava solo poco più di 9.000 esemplari. Successivamente si ebbe un ancora più rapido abbandono della razza tanto da perderne ogni traccia.


Nel 1991 da una segnalazione del pastore Valentino Frison conosciuto nell’ambiente come “Ciano Pasuo” risultò che ne rimanevano solo una sessantina di capi in due allevamenti nella zona di origine, gran parte dei quali presenti nel gregge di Francesco Dalla Bona.


Inizia così il lavoro di ricerca da parte di Filippo Menegatti e del prof. Emilio Pastore dell’Università di Padova. Vengono individuati pochi esemplari della razza, che dopo accurate analisi e misure biometriche sono effettivamente riconosciuti come razza Foza.


Si inizia subito il lavoro di salvaguardia e recupero; Filippo acquista

i primi capi; due femmine adulte di 3 e 5 anni, un’agnella di un anno e un ariete di due.

Vengono coinvolti alcuni enti pubblici (la Facoltà di Agraria dell’Università degli Studi di Padova, la Comunità Montana Spettabile Reggenza dei Sette Comuni con il dott. Giambattista Rigoni Stern, Veneto Agricoltura, la Provincia di Vicenza) e qualche allevatore interessato (all’epoca Massimo Biasia e in questi ultimi anni Bruno Oro).


La situazione leggermente migliora, pur permanendo un alto livello

di criticità rappresentato dall’esigua popolazione.

Nel 2010 la popolazione contava circa 120 capi. Oggi i capi di pecora “Fodata” sono solo un centinaio.

In considerazione dei pochi animali ora allevati e quindi dell’elevato rischio di scomparsa della secolare razza Foza, l’obiettivo primario rimane quello di incoraggiarne l’allevamento.

Si tratta di sviluppare nuove greggi in aziende in grado di assicurare

una corretta gestione della riproduzione “in purezza”, attraverso la continua sostituzione degli arieti (per controllare il grado di consanguineità) e mediante l’impegno a tenere in vita tutti gli agnelli conformi allo standard di razza.




© Filippo Menegatti - 2013