Un’abitazione sorprendente

La “casa del pastore”


Con i proventi derivati dall’allevamento ovino alcune famiglie di pastori fodati poterono disporre di un buon livello economico.

Nell’immaginario collettivo, infatti, non è chiara l’esatta dimensione della ricchezza prodotta da questi allevamenti ovini, soprattutto da quelli condotti da pastori vaganti, normalmente associati a un certo livello di povertà, dovuta alle caratteristiche di vita essenziale e marginale. Tuttavia numerosi atti stilati dai notai nel corso dei secoli ci mostrano pastori in grado di disporre di case, prati e boschi, sia in paese che altrove.

Gli introiti ottenuti dalla vendita della lana e delle pecore permisero dunque l’acquisto di terreni e proprietà sia a Foza che in località del Pedemonte e della pianura, dove i pastori erano soliti svernare.


Una certa agiatezza avevano alcuni edifici, come quello sorprendente, conosciuto come la “casa del pastore”. La costruzione, di proprietà della famiglia Cappellari, sorgeva in località Pubel di Foza, e venne studiata e fotografata dall’etnografo Aristide Baragiola fra il 1903 e il 1905, poco prima della sua distruzione (1917/18) durante la Grande Guerra.

Al piano terra, attraverso un porticato a due arcate, si accedeva a tre grandi ovili, mentre al piano superiore, da un elegante loggiato a sei colonne, si entrava in tre cucine, comunicanti con altrettante camere. Accanto alla casa non poteva mancare la pozza per raccogliere l’acqua piovana e il barco per lo stoccaggio del fieno. Per la sua dimensione, questa costruzione era anche conosciuta come “la casona”, termine rimasto come soprannome ai discendenti degli antichi proprietari, anche se il grande edificio non esiste più, sostituito da uno più modesto.




© Francesca Rodeghiero - 2013

© Alberto Alberti - 2013